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Stéphane Couturier / Fernand Léger

Stéphane Couturier / Fernand Léger

Stéphane Couturier / Fernand Léger

Stéphane Couturier, Sète Ciba n°7 (détail), 2018. Cibachrome flottant 85 x 70 cm. © Stéphane Couturier.
Musée national Fernand Léger
Chemin du Val de Pôme
06410 Biot
FR
tous publics
6 ottobre 2018 - 4 marzo 2019

Stéphane Couturier, Série "Melting Point Sète" - Pont Sadi-Carnot n°2 - Cibachrome flottant - 2018 - 71 x 52 cm © Stéphane Couturier.

 

Stéphane Couturier / Fernand Léger


Regolarmente, i musei nazionali del XX secolo delle Alpi Marittime invitano degli artisti contemporanei a esporre o a creare le loro opere in occasione delle mostre ideate in linea con  le collezioni e i siti dei tre musei.

Nel 2018, il museo nazionale Fernand Léger ha voluto dare ampio risalto alle ricche corrispondenze tematiche e plastiche esistenti tra la pittura di Fernand Léger (1881 -1955), pioniere dell'avanguardia della prima metà del XX secolo, e l'opera fotografica di Stéphane Couturier, artista francese nato nel 1957.

All’incontro di Stéphane Couturier con l'opera del pittore si deve la creazione di fotografie inedite, ispirate dalla collezione del museo:  Stéphane Couturier ha scelto il quadro intitolato Il Grande rimorchiatore, paesaggio industriale lungo le rive della Senna dipinto da Fernand Léger nel 1923, che per il fotografo rappresenta il punto di partenza per nuove inquadrature, realizzate nella città di Sète nell'autunno del 2017.

L'esposizione presenta anche opere antecedenti di Stéphane Couturier che intessono un dialogo in situ con i quadri di Fernand Léger. I due artisti condividono lo stesso fascino per i profondi cambiamenti della città, sono accomunati dall’interesse per il mondo del lavoro, l'estetica industriale o l'architettura moderna, in particolare per quella di Le Corbusier. Tuttavia, mentre Fernand Léger dopo la Seconda guerra mondiale esprime la sua fede nel progresso, nella modernità e nella ricostruzione, Stéphane Couturier dagli anni 1990 in poi documenta la progressiva scomparsa della società industriale e la conseguente trasformazione dello spazio urbano nelle metropoli mondiali (Parigi, Berlino, Seul, Brasilia, Salvador de Bahia, Algeri).

Nella sua serie inedita, ispirata all’opera di Léger, Stéphane Couturier utilizza la sovrapposizione di parecchie fotografie digitali, una tecnica adottata nel 2004 nelle sue prime serie intitolate Melting Point. Partendo dalla  fusione di due o tre immagini, l’artista dà vita a una realtà ibrida. La sintesi tra due realtà produce una moltitudine di particolari, nei quali l'occhio dello spettatore si perde e suscita un'impressione di movimento e di dissoluzione del soggetto, all’interno di una composizione monumentale.

Oggi l'opera fotografica di Stéphane Couturier, che sfrutta sapientemente le infinite potenzialità della tecnologia digitale, unisce un approccio documentaristico alla complessa elaborazione  della composizione. Quest’ultima, come in un quadro cubista, attinge alla realtà, la frammenta e, grazie al ritmo e ai contrasti tra linee, forme e piani colorati, la supera per offrirne una nuova percezione.

Stéphane Couturier interroga così la natura falsamente obiettiva del mezzo fotografico: l’inquadratura diventa un materiale da cui nasce una macchina con cui costruire una combinazione di forme che riattualizzano continuamente la realtà immortalata.

Curatrice generale: Anne Dopffer, Conservatore generale del patrimonio, Direttrice dei Musei Nazioneli del XX secolo delle Alpi-Marittime.
Curatrice: Julie Guttierez, Conservatore del patrimonio nel museo nazionale Fernand Léger.

Stéphane Couturier, Série "Melting Point Sète" - Pont Sadi-Carnot n°2 - Cibachrome flottant - 2018 - 71 x 52 cm © Stéphane Couturier.